Scopri cosa fare a Longarone in Provincia di Belluno: l’abitato di Dogna, la diga del Vajont, il borgo di Codissago, la cappella della Madonna della Salute, il Museo dei Zatèr. Volete saperne di più? Prima di tutto…
Dove si trova Longarone?
Il comune di Longarone confina a nord est con Ospitale di Cadore, a nord ovest con Val di Zoldo, a sud con Ponte nelle Alpi, a sud est con Soverzene, a sud ovest con Belluno e Sedico, a est con Erto e Casso, a ovest con La Valle Agordina.
Cosa fare a Longarone: I sentieri della Memoria a Longarone
Dall’abitato di Dogna alla gola del Vajont
Il punto di partenza dell’itinerario è il parcheggio del camposanto di Dogna (46.26151535518504, 12.31392222983558), incantevole località sovrastata a sud est dalla solenne vetta innevata del Monte Toc e del Col Nudo, a ovest dall’imponente mole boscosa del Monte Megna, del Monte Talvena e del Monte Fieno. Lasciamo alla nostra sinistra l’ingresso del cimitero e procediamo su Via Dogna per circa 180 metri, dopodiché teniamo la destra e procediamo all’ombra di una siepe di acacie.
Dopo aver superato due tornanti e una lunga gallerie continuate sulla strada che si snoda lungo la forra del torrente Vajont. Le visioni straordinarie del corso d’acqua racchiuso da vertiginose pareti rocciose rendono questo percorso è consigliato ad appassionati di escursionismo a Longarone e di fotografia in cerca di ispirazione su cosa fare a Longarone. Particolarmente suggestive sono le vedute panoramiche ammirabili dal Ponte Tubo, dalla cui prospettiva è possibile abbracciare con lo sguardo il gelido torrente serpeggiante alla base della profonda gola e la colossale mole della diga del Vajont, formidabile opera di ingegneria idraulica che dai suoi 261 metri di altezza domina l’abissale solco vallivo e il paese di Longarone lambito dal fiume Piave.
Dalla Diga del Vajont al borgo di Codissago
Cosa vedere a Longarone: Museo dei Zatèr e Menadàs de la Piave a Longarone
Dopo aver superato le gallerie dell’ENEL, il percorso discende l’altura alberata e conduce all’abitato di Codissago, passando per Pascoli. Armoniosamente inserito tra la sommità del Monte Salta, svettante a 2.039 metri s.l.m, e il limpido corso del fiume Sacro alla Patria, l’accogliente borgo è noto per l’antica tradizione degli zattieri di Longarone, come attestato dall’interessante percorso espositivo del Museo delle zattere e degli zattieri in Via Gianni d’Incà, 1.
La chiesa parrocchiale e la cappella della Madonna della Salute di Longarone
Degne di nota sono senz’altro la chiesa di Santa Maria Assunta e la cappella medievale internamente ingentilita da un affresco raffigurante la Madonna della Salute con il Bambino, tra i Santi Rocco e Sebastiano.
Il percorso continua in direzione sud per circa 2 km lungo Via Dogna fino a tornare al punto di partenza.
Per maggiori informazioni in merito agli itinerari a Longarone legati alla storia della comunità di Longarone e della diga del Vajont è possibile consultare il sito percorsidellamemoria.it e la pagina Facebook I Percorsi Della Memoria.
Il sentiero riportato è il più breve dei tre percorsi della memoria di Longarone, lunghi rispettivamente 9 km, 17 km e 25 km. Questa esperienza è consigliata a chi desideri visitare Longarone e i suoi incantevoli borghi montani e addentrarsi nell’atmosfera senza tempo di splendide foreste che ammantano i versanti di maestose montagne.
Per approfondire la storia della catastrofe che il 9 ottobre del 1963 ha coinvolto il paese di Longarone e gli abitati di Pirago, Maè, Villanova, Rivalta Frasèin, Col delle Spesse, Il Cristo, Pineda, Ceva, Prada, Marzana, San Martino, Faè ed Erto, causando la morte di 1090 persone a seguito della frana del Monte Toc nel bacino della diga, si consiglia di visitare il Museo Longarone Vajont Attimi di Storia, situato in Piazza Gonzaga, 1, e di consultare il sito www.attimidistoria.it.
Domande Frequenti
Cosa visitare vicino Diga del Vajont?
Quanto distava Longarone dalla diga del Vajont?
Come si vive a Longarone?
Quali sono i paesi vicini a Longarone?
Questa posizione strategica rende Longarone un importante crocevia tra le diverse vallate dolomitiche.


